mie lacrime di sangue,
in questo mio primo articolo ho intenzione di parlare con voi, discutere per quanto possibile, sulla nuova miniserie di Netflix, ovvero Dracula.
Prima di addentrarci all’interno della scrittura ( perdonatemi ma non mi occupo di montaggio o grafica, in quanto non esperto, ma semplice appassionato ) bisogna collocare il nostro caro Conte all’interno di una timeline ben precisa. Difatti il lavoro certosino che s’è voluto fare, intende trasportare dalla fine del XIX secolo al nostro tempo, non solo la figura carica di misticismo, ma ancor di più, riadattarlo e renderlo moderno, oserei quasi ” vivo “, con impulsi, sensazioni, emozioni del ben noto personaggio cartaceo.
Fin dal primo episodio ci si rende conto, di quanto gli sceneggiatori abbiano preso a piene mani dal ben noto testo di Bram Stoker, mostrandoci l’arrivo del giovane Harper in Trasilvania, ed il suo ” domicilio ” forzato col Conte. Già da queste prime battute si può ben constatare quanto riesca ad apprendere il nostro ” cattivo ” dal giovane avvocato, il tutto narrato con flashback, durante la conversazione con Suor Agata ( personaggio totalmente nato dalla fusione di Van Helsing e della suora che da asilo ad Harper ). Ma la narrazione di discosta dall’originale verso il finale, quando Dracula attacca il convento, lasciando libera Mina e rapendo proprio la nostra suora, vero Antagonista all’interno della miniserie.
Personaggio carismatico, d’intelletto alquanto fino, ricorda molto un giovane Sherlock Holmes ( per citare un altro ben noto personaggio letterario ) avvierà una lotta senza quartiere, senza tregua con ” l’ eroe ” di questa singolare opera, fino allo scontro finale, trasmutando la propria anima nella pronipote, quando il conte farà ritorno nella Londra attuale. Li si scoprirà uno dei quesiti più importanti, non solo all’interno della miniserie, ma, ancor di più, di tutto il genere letterario legato alla figura dei vampiri: di cosa ha veramente paura il Nosferatu.
Personalmente il tutto, secondo il mio modesto parere, si lega bene: ogni singolo personaggio è estremamente caratterizzato, tanto da lasciarci dentro un vuoto, un patimento costante, nei risvolti della trama. Ma ciò non è esente da difetti ed errori, come la ricerca costante nel creare un Horror, che nonostante il suo impegno, non riesce nel suo flebile tentativo, lasciando un lieve “amaro in bocca” rendendo quasi comica l’apparizione di Lucy e dei morti viventi ( specialmente i vampiri baby, dove ho riso di gusto ). il consiglio che posso darvi, è guardare il tutto senza preconcetti, senza dover criticare i vari effetti speciali, ma lasciarvi assorbire da questa fiaba nera tramutata in pellicola.
Questo è quanto avevo da dirvi…
Che l’abisso vi sia lieve.