
Sono io la morte e porto corona,
Io son di tutti voi signora e padrona
E davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare
E dell ‘oscura morte al passo andare.
[ Ballo in Fa diesis minore – Angelo Branduardi ]
mie lacrime di sangue,
Brugel s’ispirò a guardarlo, rubando con lo sguardo l’essenza stessa del quadro..
Picasso se ne invaghì al tal punto, che Guernica ne è figlia..
Oggi vi porto innanzi alla triste mietitrice, a colei che massima livella è nel mondo. Non vi è ricchezza che possa corromperla, non vi è povertà che possa commuoverla. La morte è la fine di ogni cosa.. o forse solo l’inizio della più grande avventura.
Oggi vi propongo un tuffo nel passato, un viaggio lungo secoli, in Sicilia, nella mia amata Palermo, dove l’opera di uno sconosciuto autore, è ancora oggi conservata presso Palazzo Abatellis, poco dopo l’ingresso. Un monumento all’epoca Aragonese siciliana, un’affresco staccato, che granitico nel suo splendore, mostra a coloro che riescono a percepirlo, il trionfo della morte, nostra nera signora.
…
In un giardino incantato, lussureggiante, giunge in sella di uno scheletrico cavallo e come d’apocalisse cavaliere, scaglia frecce letali, colpendo qualunque ceto sociale, ponendo fine alla loro vita, ch’essa fosse ricolma di gioia o misera. Il suo destriero riempie la scena, mostrando la macabra struttura del suo corpo e del suo capo scarnificato.
E come spighe di grano, la nera madre coglie il frutto ormai maturo.
Chiunque le cede il passo, o per timore, o per chiedere grazia.. imperatori, papi, vescovi, frati, e la nobiltà tutta. Ognuno teme per la propria sorte: chi urla disperato, chi invoca Dio invano, chi ancora s’accascia, lasciando che la propria anima vada verso gli ardenti inferi.
Coloro che soffrono nella vita d’ogni giorno vengono lasciati indietro, ignorati con un sorriso beffardo, qualcuno potrebbe credere sia crudele.. ma è solo tempo che viene a loro concesso per redimersi dei propri peccati.
…
Vi ho condotto in questo luogo, ma è tempo che io vi lasci contemplare.
Osservate il quadro e lasciate che vi prenda in tutta la sua magnificenza. Sentite e vedete con i vostri stessi occhi. E mentre fate ciò, riflettete sull’esistenza umana e su quanto effimera possa essere alle volte la vita..
Uno spiraglio, un sussurro, attraverso lo spazio d’un immensità.
I’m the closest to Gods
Che l’abisso vi sia lieve
>>-Blood->